Borsa di studio in Campania: chi non fa domanda il primo anno la perde | Speciale Borsa di studio Orientalk
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Borse di studio in Campania: chi non fa domanda il primo anno la perde per sempre
Ogni anno migliaia di studenti campani hanno diritto a una borsa di studio regionale. Molti la perdono: non perché non rientrino nei requisiti, ma perché non conoscono le regole o scoprono la scadenza quando è già passata. In questo Speciale di Orientalk Alberto Cervera — rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione dell’ADISURC e studente di Medicina — spiega requisiti, tempistiche e quello che il semestre filtro ha rotto.

«O la richiedono la prima volta che si iscrivono a un primo anno, oppure per il primo anno l’hanno persa.»
È la frase che dovrebbe fermare chiunque stia per iscriversi all’università . La borsa di studio del primo anno non si recupera: è un vincolo, non una scelta rimandabile. Il Direttore di Tutor Up apre la puntata su questo punto, perché è la conversazione che si ripete ogni autunno con gli studenti: molti non presentano nemmeno la domanda, convinti che il reddito familiare sia troppo alto. Poi si va a verificare, e quasi sempre la soglia era alla loro portata.
Che cos’è l’ADISURC (e perché riguarda ogni studente campano)
Fino a pochi anni fa ogni ateneo aveva il proprio ente per il diritto allo studio, con regole e interlocutori diversi. Dal 2016 in Campania l’ente è unico e copre anche i conservatori: si chiama ADISURC ed è un’azienda speciale della Regione Campania.
«L’ADISURC in una parola è sostegno: sostegno a tutti gli studenti campani.»
Il perimetro è più largo di quanto immaginino gli studenti. Oltre alle borse di studio, l’ente gestisce le residenze universitarie della regione e quelle convenzionate con gli atenei, tutte le assegnazioni degli alloggi, la ristorazione — mense universitarie e attività private convenzionate — e sta estendendo progressivamente il servizio di supporto psicologico nelle diverse sedi.
«È un’azienda che cura il diritto allo studio degli studenti della Regione Campania ed è presente nel quotidiano, anche se non si vede.»
Due studenti su cinque: cosa fa davvero un rappresentante nel CdA
La domanda ricorrente è se la rappresentanza serva a qualcosa o sia solo una casella. I numeri del consiglio dicono parecchio.
«Siamo cinque componenti: due docenti, due studenti e un presidente. Vien da sé, con un calcolo banale, che lo studente ha una grande rilevanza.»
Il consiglio dà l’indirizzo politico e amministrativo dell’azienda, che ha un proprio bilancio finanziato dalla Regione. Il lavoro del rappresentante, spiega Cervera, è tutto lì dentro: portare le questioni quotidiane degli studenti e insieme far quadrare i conti. Una mediazione costante tra quello che si vorrebbe concedere e i fondi effettivamente disponibili.
I requisiti economici: attenzione, l’ISEE giusto non è quello ordinario
È l’errore più frequente, e costa la domanda. Per il diritto allo studio universitario non vale l’ISEE ordinario: serve l’attestazione con la dicitura specifica per le prestazioni agevolate per il diritto allo studio, l’ISEE universitario.
«Il primo passaggio è andare al CAF, al patronato o dal commercialista e richiedere un ISEE con prestazioni agevolate per il diritto allo studio.»
Dati aggiornati al bando di concorso ADISURC per l’anno accademico 2026/2027, pubblicato il 24 luglio 2026. Soglie, importi e scadenze cambiano ogni anno: prima di presentare domanda verifica sempre il bando in corso su adisurcampania.it.
Merito: matricole e anni successivi non seguono le stesse regole
Qui si concentra la maggior parte dei fraintendimenti. Chi si iscrive al primo anno — semestre filtro compreso — non deve avere crediti al momento della domanda: il merito viene verificato dopo, a distanza di un anno.
Nessun requisito di merito alla domanda: conta solo l’ISEE. Poi servono 20 CFU entro il 10 agosto dell’anno successivo per prendere il 100% della borsa; se arrivano dopo, ma entro il 30 novembre, la borsa scende al 50%. Oltre quella data si perde tutto e si restituisce l’acconto.
I crediti devono essere già maturati al 10 agosto precedente la domanda: 25 per il secondo anno di triennale e ciclo unico, 80 per il terzo, 30 per il secondo anno di magistrale.
Da qui una conseguenza pratica che conviene mettere in agenda subito: alla matricola bastano 20 CFU entro il 10 agosto per incassare il 100% della borsa, ma arrivare a 25 entro la stessa data significa avere già in mano anche il requisito per richiedere la borsa del secondo anno. Cinque crediti di differenza, due benefici. Chi resta indietro ha una seconda finestra fino al 30 novembre, ma a metà importo.
Le scadenze: per il 2026/2027 si chiude il 10 settembre
La domanda si presenta esclusivamente online sul portale ADISURC, con SPID o CIE. Per l’anno accademico 2026/2027 il bando è stato pubblicato il 24 luglio 2026 e la domanda va confermata entro le ore 12:00 del 10 settembre 2026. È una finestra che cade mentre molti studenti stanno ancora decidendo dove immatricolarsi — e infatti si può concorrere anche prima di aver completato l’iscrizione, dichiarando semplicemente a quale ateneo ci si iscriverà . Chi punta anche al posto alloggio ha però una seconda data da rispettare: perfezionare l’iscrizione entro il 20 settembre 2026, perché gli alloggi vengono assegnati per primi a chi non risulta sospeso in graduatoria.
«Molti studenti vengono a sapere della borsa di studio dopo la chiusura della presentazione delle domande.»
Mi iscrivo a Biologia e poi passo a Medicina: perdo la borsa?
È il caso più frequente tra gli studenti che seguono un percorso in due tempi, e la risposta ha due parti. Sulla restituzione: chi ha preso la borsa al primo anno e poi cambia corso non deve restituire nulla, purché resti iscritto a un ateneo della Regione Campania; se invece si trasferisce fuori regione, la borsa va restituita. Sul nuovo primo anno: non si può richiedere una seconda volta la borsa da matricola, perché vale il vincolo dell’anno già percepito. Si potrà tornare a chiederla dall’anno successivo.
Molti studenti pongono la domanda al contrario: conviene rinunciare alla borsa su Biologia per tenersela l’anno dopo su Medicina, magari da fuori sede? Cervera è netto: non c’è una vera scelta strategica, perché il vincolo è quello.
Semestre filtro: studenti senza matricola, e quindi senza diritti
La prima applicazione del semestre filtro ha prodotto una situazione paradossale: gli iscritti al semestre non risultavano formalmente immatricolati. Conseguenza concreta, l’abbonamento regionale ai trasporti non era accessibile e gli alloggi diventavano un rebus, soprattutto per chi a marzo si è ritrovato assegnato a una sede in un’altra regione, quando trovare casa era ormai difficile persino sul mercato privato.
Sulla borsa di studio la soluzione è arrivata per via nazionale: gli enti regionali, coordinati attraverso l’ANDISU, hanno adottato un indirizzo comune per consentire agli studenti di trasferire la domanda da regione a regione dopo l’assegnazione della sede. Sugli alloggi, invece, la competenza resta del singolo ente e l’intervento non è stato possibile. Fino all’immatricolazione vera, tra febbraio e marzo, la domanda di borsa resta di fatto una pre-domanda.
C’è poi il capitolo didattica. In diversi atenei il semestre si è risolto in lezioni telematiche, in alcuni casi con obbligo di presenza in aula davanti alla diretta del docente che insegnava nell’aula accanto.
«In alcuni atenei ci si è focalizzati solo sulla telematica: non c’era contatto con il docente, non c’era interazione. Lo studente seguiva una lezione che poteva essere tranquillamente registrata.»
Ma il danno più serio, secondo Cervera, è umano. Lo stesso esame per tutti, alle stesse condizioni, ha trasformato l’aula in un campo di competizione permanente.
«Si mettevano sulla difensiva, perché il compagno di banco non era il collega ma il primo concorrente.»
A completare il quadro, un’ultima esclusione: quegli studenti non hanno potuto partecipare nemmeno alle elezioni studentesche di ottobre e dicembre.
«Erano fantasmi. Io li chiamo buste di latte a scadenza.»
Qualcosa però si è mosso. Il bando ADISURC per il 2026/2027 dedica per la prima volta un articolo intero agli iscritti al semestre aperto o semestre filtro di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria: le regole non sono più interpretazioni caso per caso, ma testo scritto.
Il caso IMAT: fare domanda prima di sapere dove si finirÃ
Chi sostiene l’IMAT vive un problema di sincronia: l’assegnazione della sede arriva quando la finestra delle domande è già in corso. La prassi che funziona è presentare domanda in tutti gli enti regionali potenzialmente coinvolti — quasi tutti accettano candidature anche da non ancora iscritti, purché in possesso dei requisiti — e regolarizzare dopo, con l’aggiornamento delle graduatorie. In Campania il dubbio è interno: presentarla per la Federico II o per la Vanvitelli, senza sapere quale delle due sarà la destinazione.
Cosa ha fatto la rappresentanza durante il semestre
Sul piano regionale: estendere agli iscritti al semestre filtro le agevolazioni previste per il diritto allo studio, aprire un canale con la Regione sui trasporti, incrementare il materiale fornito agli studenti. Sul piano nazionale, il gruppo Progetto Uniamoci porta la questione al CNSU attraverso Giuseppe Maiello, anche lui studente di Medicina e componente del tavolo tecnico ministeriale che sta lavorando in questi mesi. La richiesta di far votare gli studenti del semestre filtro, precisa Cervera, non ha ancora ricevuto risposta dal Ministero.
Borse di studio, semestre filtro e rappresentanza
Requisiti economici e di merito, scadenze, trasferimenti di corso, IMAT e il nodo degli studenti del semestre filtro. Lo Speciale di Orientalk dedicato al diritto allo studio, con Alberto Cervera, rappresentante degli studenti nel CdA dell’ADISURC.