Infermieristica: cosa fa davvero un infermiere | Speciale Orientalk
Infermieristica: il lavoro che sostiene la sanità (e che nessuno racconta davvero)
Uno dei corsi più scelti in Italia, uno dei lavori più sottovalutati nel dibattito pubblico e più sovraccaricati nella realtà . Nello Speciale Infermieristica di Orientalk, la Dott.ssa Arianna Starita — infermiera — e sua sorella Asia, al primo anno, raccontano cosa significa davvero: chi già lavora e chi sta iniziando.
«Una grande scoperta.»
Così Asia, al primo anno, riassume cos’è per lei l’infermieristica. Per la sorella Arianna, che già lavora, la parola è un’altra: cura della persona nella sua interezza. Il Direttore di Tutor Up apre con un paradosso che chi sta in corsia conosce bene — il fisioterapista lo chiami “dottore”, il logopedista lo chiami “dottore”, e all’infermiere spesso resta la “signorina”. È da qui che parte la conversazione, per smontare un’immagine che non corrisponde alla realtà del mestiere.
«L’infermiere si prende cura della persona nella sua interezza: non solo nell’aspetto pratico, ma in quello emotivo e assistenziale.»
L’infermiere non esegue: valuta, decide, interviene
È il cuore della puntata, e Arianna lo spiega senza giri di parole: il mansionario non esiste più. L’infermiere è il primo a leggere un cambiamento nel paziente, dal bisogno nutrizionale alla necessità di un materassino antidecubito.
«Non esiste più il mansionario: siamo professionisti in grado di capire la necessità del paziente. Le diagnosi infermieristiche esistono, sono vere.»
La giornata reale in reparto
Dietro la parola “terapia” c’è una sequenza precisa di gesti, che inizia con l’ingresso in reparto.
«Si inizia con la preparazione e la somministrazione della terapia, poi le medicazioni post-chirurgiche, le piaghe da decubito, le terapie orali, intramuscolo o endovenose.»
È un lavoro che, visto da fuori, non viene apprezzato perché non viene capito — soprattutto nei reparti di medicina interna e nelle lungodegenze.
«Il medico fa tanto, ma senza l’infermiere non è assolutamente niente.»
Come te lo immagini, com’è davvero
Asia è all’inizio, e la distanza tra l’idea e l’esperienza l’ha già toccata con mano. Soprattutto al primo semestre, e soprattutto con il tirocinio.
«Vorresti studiare subito quello che poi farai. E invece il primo semestre è tutta teoria: anatomia, biologia.»
«La cosa più difficile non è stata col paziente, ma con i familiari: tenere l’animo calmo, essere autoritaria anche senza sapere cosa stai facendo.»
Il peso emotivo e la barriera
Con gli anni il carico emotivo si accumula. Arianna ha imparato a gestirlo costruendo una separazione netta.
«Ho creato una barriera tra la me fuori dal lavoro e la me al lavoro. Anche se infermieri non si smette mai di esserlo.»
Turni, notti, festivi: il prezzo sulla vita sociale
«Siamo turnisti: per noi non esiste Natale, non esiste Pasqua, non esistono le notti. Ci si abitua, ma impatta tanto sulla vita sociale.»
Il corso di laurea: dove lo studi fa la differenza
Asia frequenta a Caivano e nota che, al primo anno, prevale la teoria, con una parte pratica che dipende molto dall’università e dal singolo docente. Arianna, che ha studiato al Monaldi, rivendica il valore di vivere l’ospedale fin dal primo giorno — una scelta su cui, all’epoca, il Direttore di Tutor Up le aveva fatto da guida.
«Ho imparato dal primo giorno la vita ospedaliera. Secondo me ti prepara di più, perché capisci subito se è quello che fa per te.»
Cosa fa davvero un infermiere
- › Valuta il paziente nella sua totalità — clinica, emotiva, assistenziale — e spesso è il primo ad accorgersi di un cambiamento.
- › Non esegue soltanto: decide e interviene. Le diagnosi infermieristiche esistono e si studiano.
- › Lavora su turni — notti, festivi — con un impatto reale sulla vita sociale.
- › Al primo anno prevale la teoria; il tirocinio cambia la prospettiva, a partire dal rapporto con i familiari dei pazienti.
Due domande, prima di iscriverti
Alla fine la puntata si chiude su due domande, una per voce. Quella di Asia guarda al sacrificio.
«Sei predisposto a perdere parte della tua vita sociale? È un corso che ti impegna a 360 gradi.»
Quella di Arianna guarda alla sostanza del mestiere.
«Sei pronto a empatizzare con il prossimo ed essere sempre pronto ad aiutare? Anche quando, in alcuni casi, non se lo meriterebbero. Perché è a prescindere.»
Infermieristica raccontata da chi la studia e da chi la esercita
La giornata in reparto, le diagnosi infermieristiche, i turni, il peso emotivo e il corso di laurea. Lo Speciale Infermieristica di Orientalk con la Dott.ssa Arianna Starita e Asia Starita.
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